"Le acque di Roncegno o di Levico sembrano proprio preparate da un buon
spirito al fine di predisporre già nella natura esterna
una serie di forze capaci di giocare un ruolo favorevole nell'organismo
umano. In queste acque termali le forze del rame e quelle del
ferro si trovano in reciproche proporzioni mirabilmente bilanciate
e, tale rapporto, viene poi posto sopra una base più ampia
dalla presenza dell'arsenico."
Rudolf Steiner - Dornach 1920
PREMESSA AI BAGNI
Presso la Casa di Salute Raphael sia per i bagni medicati sia per i bagni termali viene raccomandata un’adeguata reazione che permetta ai principi attivi contenuti nell’acqua di continuare ad agire sulla pelle e di venir assorbiti.
Dopo il bagno viene quindi evitata sia l’asciugatura sia il raffreddamento del corpo ed il bagnante, avvolto in un telo caldo di cotone e nell’accappatoio, viene lasciato riposare su un lettino, coperto con lenzuola e coperte di lana, per 30-40 minuti. Consigliamo inoltre ai nostri ospiti di non lavarsi ulteriormente con saponi o detergenti per non togliere dalla cute questi principi attivi che il corpo assimila lentamente nel corso dell’intera giornata.
L’ACQUA ARSENICALE FERRUGINOSA
di LEVICO
Da quando nell’anno 1673 Michelangelo
Mariani, storico del Concilio di Trento, descrisse per la prima
volta “l’acqua ferruginosa” di Vetriolo (verosimilmente
già nota nel tardo Medioevo), l’uso e la rinomanza
dell’acqua di Levico hanno travalicato i confini nazionali.
Tale peculiarità venne più volte sottolineata da
Rudolf Steiner nei corsi per medici, a partire dal 1920, cosicché essa è diventata
un rimedio importante per la medicina antroposofica. La genesi
dell’acqua è dovuta alla straordinaria originalità geologica
della
Valsugana, testimoniata da una storia millenaria di estrazione
e lavorazione dei metalli, ove il massiccio di rocce scistoso-cristalline
del Monte Panarotta si incontra con un sistema di filoni di rocce
eruttive (porfidi granitici e porfiriti) nonché di pirite,
arsenopirite, galena, calcopirite e molti altri minerali. La sorgente
dell’acqua si trova in località Vetriolo, ad oltre
1600 m.di altezza, in una grotta al fondo di una galleria scavata
in un banco di arsenopirite. E’ proprio la trasformazione
della pirite, operata in modo complesso dall’acqua atmosferica
con la collaborazione di singolari microrganismi,ed il conseguente
scioglimento di altri minerali e metalli presenti nelle rocce,
a dare origine a questa preziosa “composizione “, unica
al mondo nel suo genere. Il rapporto particolarmente armonico dei
suoi costituenti, in particolare del rame, ferro e arsenico, fa
dell’acqua di Levico una sorta di “rimedio universale”,
capace di riequilibrare in modo naturale molti dei disordini dell’uomo
moderno. Si spiega in tal modo il suo ampio spettro d’azione
che ne fa un rimedio mirabile in tutte le condizioni di debilitazione,
di esaurimento delle forze vitali, prezioso nelle convalescenze,
nelle malattie croniche invalidanti, nelle debolezze immunitarie,
nelle malattie allergiche e nello stress.
La cura con acqua di Levico può venir effettuata
tramite:

1) Balneoterapia.
Rappresenta l’applicazione più efficace. Si effettua un ciclo di bagni
in vasca, della durata di 10-15 minuti, a temperatura di 36-38°C, a concentrazione
crescente-decrescente, a cui segue una fase di reazione durante il riposo.
2)
Inalazioni e/o aerosol. Rappresentano spesso un utile
completamento della cura termale. Le inalazioni, grazie alle particelle
più grosse, raggiungono
le cavità nasali e paranasali,
nonché l’orofaringe e le vie aeree iniziali e sono particolarmente indicate
per rinosinusiti croniche, ipertrofia adenoidea, faringo-laringiti e riniti
allergiche. L’aerosol, caratterizzato da particelle molto più fini, permette
di raggiungere le vie aeree distali ed è utile nelle broncopatie croniche.
3) Irrigazioni vaginali. Indicate in patologie infiammatorie
croniche dell’apparato
genitale femminile, nonché in alcune forme di sterilità.