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Parola chiave: qualità dell'alimento.


Buongiorno a tutti, sono Gianni Aste, trentino, nato e vissuto a Rovereto dove tuttora risiedo nelle brevi pause che il lavoro mi concede. Sono chef di Casa Raphael, unico centro in Italia di medicina antroposofica che allo stesso tempo “convive” con una realtà alberghiera di livello superiore.

Ogni giorno per me la sfida è questa: riuscire a cercare una via in cui gli ospiti trovino il gusto, la genuinità e la salubrità di piatti che non siano però scialbi e poveri. Dare ai nostri ospiti, che arrivano per un periodo di cure e di riposo, l’opportunità di trovare una qualità e varietà nei piatti che fa sembrare il loro soggiorno più simile ad una vacanza che ad un periodo di cura.

E’ di fondamentale importanza conservare le qualità organolettiche dei cibi che ingeriamo.

“Qualità” è una parola che rivela un modo di essere, una proprietà e cioè la Vera Natura di ciò a cui si riferisce.

Cioè quello che una cosa è.

Come raggiungere questo obiettivo? Seguendo scrupolosamente i principi base dell’alimentazione antroposofica, rispettati diligentemente nelle cucine di Casa Raphael.

Innanzitutto attenti a quello che acquistate.

  •  Meglio se i prodotti provengono da agricoltura biologica e biodinamica;
  • Usciamo dalle maglie della distribuzione di massa! Prediligere produzioni di piccole aziende locali che seguono un saldo codice etico;
  •  Meglio acquistare farine e cereali di origine italiana e, quando ciò non è possibile, gestiti da reti di commercio equo e solidale.


Raffinato o grezzo? Più un alimento ha subito modificazioni e meno ci regalerà i suoi preziosi nutrienti:

  • Sostituite il frumento classico con farro o con grani di antica varietà;
  • Dimentichiamoci dello zucchero bianco e usiamo solo quello non raffinato;
  • Evitiamo l’uso di lievito, per il pane possiamo utilizzare la pasta madre, mentre per i dolci io preferisco il cremor tartaro.


Eliminare i falsi amici della nostra cucina quotidiana, tutti quegli ingredienti chimici o quelle pratiche di conservazione che allontanano l’alimento dal suo sapore originario:

  • No al dado, glutammato o qualsivoglia preparato per il brodo;
  • No ad additivi, coloranti e conservanti di origine chimica;
  •  No all'uso di alimenti congelati o surgelati.


Attenzione ai metodi di cottura. Anche questi possono stravolgere il vero potenziale di ciò che state per ingerire:

  • Niente microonde o pentola a pressione;
  • Niente cotture forzate o ad induzione;
  • Niente uso di soffritti o fritture ad immersione.


Come potete osservare, si tratta solo di rendere la nostra cucina più semplice, la cosa fantastica è che diventerà anche più buona.

E non solo, l’alimento digerito diventa parte di noi e quindi, se ci pensate, saremo NOI a diventare più buoni.

Dal momento stesso in cui introduciamo un alimento in bocca, comincia la sua digestione. In realtà comincia la sua distruzione. Quando noi ci alimentiamo introduciamo all'interno del nostro organismo una “cosa” che non fa parte di noi. Ecco che allora fin dalla bocca, con la saliva, inizia la sua distruzione. Il nostro organismo attacca e manipola gli alimenti che noi introduciamo, li scompone e li umanizza, li rende cioè pronti affinché il nostro organismo ne possa estrarre ciò di cui ha bisogno per il proprio sostentamento.

E’ innegabile che ogni individuo umanizza in modo unico gli alimenti che ingerisce, e da questo processo ne derivano sostanze che sono di fondamentale importanza per il nostro sostentamento. Va da sé che alimentarsi con alimenti sani e di una qualità intrinseca elevata fa sì che diano origine anche a nutrienti a noi utili, sani e di elevata qualità.

“L’alimento è al contempo essere organico e spirituale del nostro mondo” (Dr. V. Bertozzi)


Alla prossima puntata!

Hai una domanda da da porre al nostro chef? Scrivi all'indirizzo chef@casaraphael.com